PA e Terzo settore, costruire insieme valore pubblico: ad Avellino il terzo “Cantiere di Futuro”
Come può la Pubblica Amministrazione diventare un acceleratore di innovazione sociale? È stata questa la domanda al centro del terzo appuntamento di Cantieri di Futuro, il ciclo promosso dal Centro Sperimentale per lo Sviluppo delle Competenze in Innovazione Sociale della Regione Campania.
Ad ospitare la giornata, l’11 settembre, è stato il Consorzio Percorsi negli spazi del Museo Civico di Villa Amendola ad Avellino, dove rappresentanti del Terzo settore, dirigenti e operatori della Pubblica Amministrazione, studenti, ricercatori e professionisti si sono confrontati sul paradigma dell’amministrazione condivisa e sulle nuove forme di collaborazione tra istituzioni e comunità.
Dopo i saluti introduttivi di Giuseppe Cavaliere per il Centro di Competenze e di Adelaide Del Grosso, presidente del Consorzio Percorsi, i lavori sono entrati nel vivo con i keynote dedicati alle diverse dimensioni dell’amministrazione condivisa.
Gli interventi di Francesca Rapisarda, Marco D’Isanto, insieme al contributo di Elena Palma Silvestri, hanno offerto chiavi di lettura complementari — giuridiche, amministrative, economiche e dell’impresa sociale — del percorso che, con l’art. 55 del Codice del Terzo settore e la sentenza n. 131/2020 della Corte costituzionale, ha riconosciuto e rafforzato la co-programmazione e la co-progettazione quali strumenti di amministrazione condivisa. Strumenti attraverso i quali Pubblica Amministrazione ed enti del Terzo settore possono concorrere alla lettura dei bisogni, alla definizione delle priorità e alla costruzione delle risposte.
Non semplici procedure, dunque, ma luoghi nei quali riconoscere competenze, responsabilità e risorse reciproche e sperimentare nuove modalità di produzione condivisa di valore pubblico. Il confronto ha posto l’attenzione anche sulle condizioni necessarie perché l’amministrazione condivisa non resti un principio formale: capacità amministrativa, fiducia tra gli attori, governance dei processi e disponibilità a condividere responsabilità e potere decisionale.
Come in ogni Cantiere, agli interventi degli esperti è seguito il lavoro collaborativo dei partecipanti. Nei tavoli facilitati da Marco Traversi e dal team del Centro di Competenze, studenti, ricercatori, dirigenti pubblici e operatori del Terzo settore hanno messo a confronto esperienze e criticità, trasformandole in proposte e possibili traiettorie di policy da restituire alla plenaria.
Tra i temi emersi, la necessità di rendere l’infrastruttura sociale meno dipendente dalle contingenze politiche, costruire luoghi e pratiche capaci di redistribuire responsabilità e potere e, soprattutto, alimentare nel tempo la fiducia tra istituzioni, Terzo settore e cittadini.
Una delle proposte più condivise riguarda la costruzione di veri e propri laboratori di apprendimento cooperativo tra dirigenti delle politiche sociali e sociosanitarie di Comuni e Ambiti territoriali e dirigenti del Terzo settore: spazi di formazione congiunta e co-costruita, nei quali far dialogare saperi professionali, accademici ed esperienziali, compreso il punto di vista delle famiglie e delle comunità. Accanto a questo, l’esigenza di superare una coprogettazione soltanto formale, facendo di coprogrammazione e coprogettazione autentici luoghi di co-definizione delle politiche pubbliche, anche attraverso regolamenti e linee guida capaci di accompagnarne concretamente l’attuazione.
Le riflessioni dei gruppi sono diventate il punto di partenza del confronto conclusivo con Andrea Morniroli, Assessore alle Politiche sociali e Scuola della Regione Campania, che ha dialogato direttamente con i partecipanti sulle proposte emerse dai tavoli. Un confronto che ha riportato il tema dell’amministrazione condivisa alla sua dimensione più profonda: non soltanto tecnica o amministrativa, ma anche politica e culturale.
Come ha sottolineato Morniroli, perché questo paradigma possa produrre un cambiamento reale occorrono istituzioni – pubbliche e di rappresentanza del Terzo settore – aperte, curiose, coraggiose e lungimiranti, disponibili a condividere una parte del potere sulle scelte, sugli indirizzi e sulle risorse. Perché l’amministrazione condivisa è, prima ancora che uno strumento, una pratica di democrazia.
A rendere ancora più ricca la giornata anche la presenza del Centro Aprea di Atripalda, con l’Angela Social Caffè, bar gestito da persone con diverse disabilità, e del gruppo I Sognatori, che durante la pausa pranzo ha regalato ai partecipanti un momento di incontro e condivisione.
Il percorso di Cantieri di Futuro prosegue ora con il quarto appuntamento, il 2 ottobre a Cava de’ Tirreni, negli spazi del Mater – Family Hub, dedicato al tema degli strumenti finanziari per la sostenibilità dell’economia sociale: “Il denaro che genera valore per la società”.
Di seguito è possibile sfogliare la gallery fotografica della giornata e rivivere alcuni dei momenti più significativi del terzo Cantiere di Futuro.


